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Pubblicazioni Scientifiche

 

Questo spazio e' riservato a tutti gli specialisti e ricercatori del settore e non, come contenitore per la pubblicazione e/o consutazione di lavori, esperienze e ricerche. In questa pagina iniziale viene riportata una succinta presentazione del lavoro che potra' essere consultato nella sua interezza e nella lingua disponobile semplicemente cliccando sull'apposito bottone.



L’ OSSIGENO-OZONO TERAPIA PARAVERTEBRALE NEL TRATTAMENTO DELLA PATOLOGIA
DDISCALE DEGENERATIVA (EX ERNIA DEL DISCO) LOMBARE E CERVICALE

Torri


Nell’epidemiologia delle patologie del Paziente anziano spiccano per incidenza le manifestazioni algiche legate al rachide. La manifestazione clinica forse più comune è la lombalgia (dorso-lombalgia e/o lombosciatalgia) a carattere cronico, associata o meno alla complicanza neurologica, la sciatalgia.



LE PROTESI DELLA MANO:
DISEGNO E SELEZIONE DELL'IMPIANTO

Berzero - Grandis – Scalese


Gli autori descrivono l'utilizzo delle protesi nel trattamento delle affezioni degenerative e post-traumatiche della mano, cominciato nella meta' degli anni 60, dopo una fase pionieristica.



COVERING OF SIMPLE AND COMPLEX POST TRAUMATIC TISSUE DEFECT IN RADIO-CARPAL JOINT AND ADJACENT AREAS

Georgescu


Nowadays we have to change a little bit our mind in choosing the better method to solve the complex defects.



MALATTIA DI DUPUYTREN
APONEUROTOMIA PERCUTANEA

Ghezzi


In questa presentazione riportiamo la nostra esperienza clinica nel trattamento del morbo di Dupuytren mediante l'utilizzo della tecnica di aponeurotomia percutanea.



TRATTAMENTO DELL’ARTROSI PERITRAPEZIODEA CON IMPIANTO PROTESICO PI2 IN PIROCARBONIO

Ghezzi


In questo lavoro ci prefiggiamo di valutare lo studio del trattamento dell’artrosi peritrapezioidea attraverso la trapecziectomia e l’introduzione dello spaziatore PI2 in pirocarbonio, con impiego di tecnica chirurgica modificata rispetto a quella proposta dagli ideatori di questo impianto protesico. Il lavoro si basa su di un follow up medio di 4 anni e su una casistica di 28 pazienti trattati.



Vascularized bone grafts from the volar distal radius to treat scaphoid nonunion

Mathoulin


The use of vascularized bone grafts to treat scaphoid nonunion has been proposed by various investigators. We examined the blood supply to the palmar surface of the distal radius in 40 fresh cadavers that were injected with a colored latex solution and determined that the radial portion of the palmar carpal arterial arch can serve as a pedicle for vascularized grafts. Scaphoid nonunions with a humpback deformity can be corrected by harvesting a wedge of vascularized bone from the palmar cortex of the distal radius, providing easier access to the scaphoid deformity compared with the use of dorsal distal radius vascularized grafts.



COMPARAZIONE EVOLUTIVA DELLE TECNICHE CHIRURGICHE NEL TRATTAMENTO DEL MORBO DI DUPUYTREN NELLA STORIA DELLA NOSTRA U.O. DI CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA DELLA MANO

Ghezzi - Lucaccini – Gentili – Ongaro – Pozzoni


Il lavoro si prefigge di valutare i risultati ottenuti nel trattamento chirurgico della malattia di Dupuytren confrontandoli con l’evoluzione delle metodiche e delle tecniche chirurgiche comunemente in uso presso la nostra Unità Operativa.



LE FRATTURE DELLA TESTA OMERALE
risultati del trattamento conservativo

Facchini-Vignati-Gambarara-Della Grazia


Le fratture dell'epifisi omerale rappresentano il 5% di tutte le fratture e, unitamente alle fratture dell' estremo prossimale del femore, costituiscono una delle maggiori cause di morbilità nella popolazione anziana; la loro incidenza è in continuo aumento.



Intérêt thérapeutique de l’arthroscopie du poignet:
à propos de 1000 cas

MATHOULIN, LEVADOUX, MARTINACHE


L’arthroscopie du poignet est une technique relativement récente puisqu’elle a été décrite dans les années 1970. Dans les années 80 elle est devenue un élément de diagnostic de plus en plus incontournable. Ce n’est que dans les années 1990 qu’elle a permis la réalisation de gestes thérapeutiques qui ont bouleversé la compréhension des pathologies du poignet et modifié considérablement les suites opératoires et les résultats d’une chirurgie dont les effets iatrogènes n’étaient pas toujours parfaitement contrôlés. Nous rapportons notre expérience d’une série de 1000 arthroscopies réalisées entre 1998 et 2005.



 ETIOLOGIA DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

  Lucaccini


Dopo aver elencato le varie cause determinanti la sindrome del tunnel carpale, l'autore si sofferma sulle anomalie muscolari prendendo in esame singolarmente i muscoli interessati: palmare lungo, flessore superficiale delle dita lunghe e lombricali. Vengono passati in rassegna gli Autori che hanno descritto i vari casi di muscolatura abnorme in concomitanza con la sindrome del tunnel carpale. Il verificarsi di tali anomalie viene preso in esame in relazione allo sviluppo embriologico e filogenetico dei tre gruppi muscolari a livello dell'arto superiore. L'autore riporta, infine, la casistica della divisione negli ultimi tre anni e la relativa condotta terapeutica.



 TRATTAMENTO DELLE FRATTURE DISTALI DI RADIO CON EPIBLOC

  Ghezzi –Ongaro –Gobbato –Gentili –Pozzoni


E’ pratica del tutto comune quella che porta a sottolineare la frequente instabilità delle fratture dell’epifisi distale di radio. La frequenza con la quale si riscontrano sempre più frequentemente risultati insoddisfacenti nel trattamento, con metodi tradizionali delle fratture del polso ha spinto gli Autori ad utilizzare con maggior frequenza il sistema di fissazione elastica interna ed esterna Epibloc. Questa metodica è stata monitorata per il trattamento di 21 pazienti nel periodo da gennaio 2001 al marzo 2005 consentendo di rilevare risultati decisamente buoni sia dal punto di vista funzionale che radiografico. Si evidenzia inoltre la grande facilità di applicazione e l’estrema versatilità di tale sistema di fissazione.

 


 ARTROTENOPLASTICA DELLA T.M. CON ALLUNGAMENTO E  DECENTRAMENTO DEL LUNGO ABDUTTORE SECONDO GHEZZI

  Ghezzi- Gobbato – Lucaccini – Gentili – Ongaro – Pozzoni


Nell’instaurarsi di un processo artrosico a carico della articolazione trapezio metacarpale si viene a perdere in modo progressivo l’ampia libertà di movimento tipica del primo raggio che possiede la caratteristica fondamentale di garantire alla mano il meccanismo sia della presa “in pinza” che della presa digito palmare a pieno pugno. L’intervento ideato presso la nostra Unità Operativa permette di agire sulle fasi iniziali del processo artrosico a carico dell’articolazione trapezio metacarpale, quando si osserva già un iniziale grado di instabilità articolare accompagnato da dolore e diminuzione della forza prensile e da un quadro radiografico caratterizzato da una sublussazione del metacarpo sul trapezio non superiore ad un terzo, tale grado di artrosi della trapezio metacarpica corrisponde al primo stadio o la secondo iniziale seguendo la stadiazione effettuata da Eaton.